La tecarterapia, indicata in letteratura anche come terapia a trasferimento energetico capacitivo e resistivo, è una forma di diatermia usata in ambito fisioterapico. Utilizza radiofrequenza tramite elettrodi e piastra di ritorno per produrre un effetto sui tessuti, con modalità capacitiva o resistiva in base alla zona e all’obiettivo della seduta.
Le revisioni disponibili descrivono applicazioni soprattutto in disturbi muscolo-scheletrici, sportivi e riabilitativi. Alcuni studi riportano miglioramenti su dolore, funzione o temperatura/perfusione locale, ma la ricerca sottolinea anche la necessità di protocolli più standardizzati. Per questo il trattamento va inserito dentro una valutazione fisioterapica e non presentato come soluzione automatica.
- Non sostituisce la diagnosi: se ci sono sintomi importanti, trauma, gonfiore marcato o dolore non chiaro, serve prima un inquadramento adeguato.
- Si adatta al tessuto e alla fase: intensità, durata e modalità vengono scelte in base alla zona, alla sensibilità e alla risposta del paziente.
- Può affiancare altri interventi: quando utile, viene integrata con terapia manuale, esercizio terapeutico, indicazioni sul carico e fisiokinesiterapia.